american jewels

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Messaggioda celestograph » mercoledì 27 febbraio 2013, 10:48

abbiamo già detto in altri topic della straordinaria qualità dei movimenti da tasca americani tra l'ottocento e il novecento,oltre alla finitura di livello superiore alla maggior parte delle analoghe realizzazioni svizzere dell'epoca,e a una tecnologia sicuramente assai piu progredita. Un particolare a ulteriore riprova di quanto detto lo si può vedere nella tecnica di alloggiamentodei rubini sulle platine.Spesso infatti ,anzichè montati semplicemente a pressione,oppure incastonati come nelle migliori realizzazioni elvetice,erano invece inseriti in un anello che a sua volta era fissato alla platina con minuscole viti




Immagine





questa soluzione presenta molti vantaggi come il facilitare lo smontaggio dei rubini anche per la sola pulizia della platina

inoltre la presenza dell'anello (cap) facilita la permanenza del lubrificante sulla pietra, infine ,data la seppur modesta elasticità di questo tipo di montaggio,funge anche da sistema leggermente antiurto
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Re: american jewels

Messaggioda passionesub » mercoledì 27 febbraio 2013, 14:23

I castoni in oro dei rubini con viti ( blued ) di fissaggio....erano realizzazione canonica della grandi brand svizzere, e IMPERATIVO nella produzione
delle case sassoni di Glashutte nel 19° secolo e fino alla loro inglobazione nella Germania Democratica subito dopo il 1945.
( non per niente uno dei + grandi orologiai del 20° secolo, il Pippa che rifece l'Astrario del Dondi superando gli inglesi dello Smithsoniano, considerava la produzione della Lange & Sohne come superiore in assoluto a tutto quanto e' mai stato prodotto nei tasca dalla meta' del 19° secolo fino al 2000 circa )
Certo la produzione americana dello stesso periodo poteva vantare una media di produzione al limite superiore e con un vantaggio di competivita' nel prezzo.
Ma non credo che si possa parlare di " generale " superiorita'.
Gli orologiai americani ( imho ) hanno prima guardato alla Svizzera, hanno imparato, hanno portato la loro produzione a livelli di industrializzazione ancora sconosciuti in Europa ( cfr. l'idea dell'intercambiabilita' dei componenti, le produzioni dei " one-dollar-pocket watch ", che hanno permesso la grande diffusione di un oggetto
che fino ad'allora era quasi patrimonio di classi + abbienti... ) ma....piu' di quello.
Con tutto il rispetto e la mia ammirazione per la tua competenza, " back-ground culturale etc. etc. che traspare evidente, e sempre +, nel tuo excursus
del cammino degli orologi da tasca negli anni.
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Re: american jewels

Messaggioda celestograph » mercoledì 27 febbraio 2013, 15:24

il discorso qualitativo è in relazione a una produzione industriale d'eccellenza,non a una produzione artigianale a numeri limitati come quei casi da te giustamente ricordati
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